Stage in Wales
Prefazione:
Tutto inizia un giorno di scuola quando un professore entra in classe
sponsorizzando la possibilità di partecipare a un’esperienza lavorativa
all’estero, ossia il progetto Leonardo Da Vinci.
Dopo essermi fatto spiegare come poter partecipare alla selezione per poter
accedere al progetto ho preparato il curriculum che mi veniva richiesto. Per
comodità l’ho riportato in entrambe le lingue (italiano e inglese).
Fatto ciò ne ho inviata una copia allo IAL Piemonte e, dopo circa un paio di
settimane di attesa, mi è arrivata la conferma nella quale mi si dava
appuntamento a una data da loro fissata.
In quel giorno mi presento a Torino in Piazza Solferino 20 alle 15.00 e salgo al
secondo piano. Lì rimango in una stanza con alcune altre persone per circa
un’ora,nella quale ci viene spiegato in cosa consiste il progetto. Dopo di ciò
veniamo prelevati a uno a uno e portati in una stanza dove ci viene fatto il
colloquio sia in italiano che in inglese.
I risultati del colloquio mi vengono consegnati un mesetto dopo, ossia quando mi
confermano il fatto che sono stato selezionato per il progetto e che intorno a
metà aprile ci sarebbe stato un secondo colloquio alla Villa 5 di Collegno.
Li passiamo un’intera giornata con tre educatori, che ci testano per vedere la
nostra attitudine a mischiarci con una cultura diversa dalla nostra.
Finita la giornata ci viene data l’ultima data per la consegna dei materiali. La
data è di qualche tempo prima la nostra partenza e ci viene dato tutto il
materiale che necessita per poter partire.
Così inizia l’avventura!
Giorno 1:
Sveglia ore 7 per prendere l’aereo per Manchester.
Ritrovo al check-in dell’aeroporto Bergamo “Orio al Serio” e imbarco dopo mille
ore di coda sia per il check-in sia per il controllo al metal detector.
Ore 12.30 italiane sbarchiamo a Manchester e prendiamo un taxi che ci deposita
ognuno nella propria casa ospite.
Dopo un’ora di viaggio in taxi arriviamo a casa, classici saluti e convenevoli
con i padroni e conoscenza con la casa. Il posto è tranquillo, i proprietari
sono persone simpatiche e la stanza è abbastanza grande per due persone.
Saliti in camera veniamo in possesso di una lettera di presentazione di tale
sig. Jones in cui oltre alla lettera troviamo la cartina della cittadina e la
dislocazione di casa nostra e del luogo dove si terranno gli incontri d’inglese.
Alle ore 14.10 iniziamo, incoraggiati da John, la nostra esplorazione del paese:
Llangollen.
Tipico giro esplorativo del turista per caso: giro per il centro città, ricerca
di una posta, dei vari bar del paese, delle banche e dei ristoranti.
Torniamo a casa verso le ore 16 inglesi e dopo aver fatto quattro chiacchiere
scegliamo di farci un’agoniata doccia.
Alle 16.30 arriva anche la signora che viene a salutarci e promette di farci
mangiare.
Ore 17:00…CENA! Impossibile per noi italiani mangiare pollo, patatine, cavolini
di Bruxelles e pasta al ketchup a quest’ora…il tutto condito da vinaigrette e
succo di mirtilli, o a scelta caffè sciolto in acqua bollente…imbevibile pure
per un morto.
Alla fine dopo un’ora di baccagliamento convinco Doreen a farmi fare il caffè
con una sottospecie di caffè arabo…. risultato un intruglio più abbordabile del
loro.
A questo punto il nostro corpo stremato dalle fatiche di una cena alle 5 ci
richiede nicotina e noi gliela concediamo senza fare opporci.
Grazie ad una superiore intelligenza femminile, abbiamo dato il nostro
numero….senza prendere il numero di alcune nostre compagne di viaggio…risultato:
siamo Giovanni ed io..e altre 4000 anime in un paese sconosciuto! E sono solo le
sette meno 20…
Ore 19 circa, mossi da un sentimento di bisogno di libertà e di smaltire questa
ottima cena decidiamo di lasciare soli i nostri killer alimentari e usciamo a
farci un giro del paese.
Camminando lungo la strada troviamo due dei nostri che ci ringraziano di essere
ancora vivi e ci promettono di essere fuori in massimo cinque minuti per uscire
con noi. Ovviamente si aspetta,ma ci rendiamo conto che i loro cinque minuti
corrispondono a circa 30 minuti dell’ora terrestre.
Da qui prendiamo la decisione di andare a prendere altre due del nostro gruppo
di dispersi e cosi, dato il fatto che loro si devono ancora fare la
doccia,truccare ecc. deciadiamo di darci appuntamento di fronte alla sede dell’ECTARC
alle 20.30. Però sorge un piccolo problema: nessuno di noi sa dove si trova ‘sto
posto…
Allora dopo solo un’ora circa di camminata a zonzo per le vie alla ricerca della
sede troviamo due anime nobili del nostro gruppo e ci scortano fino a trovare la
sede e da qui tutti gli altri componenti del gruppo.
Ore 21 circa decidiamo di entrare in un pub, e anche se Giovanni è minorenne
riusciamo a estorcere un qualcosa da bere sia per lui che per tutti gli altri.
Verso le 22 usciamo da quel posto e torniamo all’hobby preferito dagli italiani:
girare senza meta. Cosi facendo riusciamo a far passare ancora un’ora un’ora e
mezza, fino alla decisione di entrare in un pub stracolmo di gente.
In principio in quel pub entrano solo alcuni di noi, poi dopo varie lamentele e
decisioni di sorta optiamo per entrare tutti. In quel posto g
riusciamo a predere, bevendo e facendo conoscenze, più di un’ora e mezza, fino a
quando si decide che, essendo l’una di notte, è forse meglio tornare a casa.
Cosi facendo, dopo aver scortato tutti alle loro dimore (ovviamente in centro
città), noi ci approprinquiamo verso casa nostra (ovviamente nella parte più
periferica del paese) e dopo una passeggiatina da 10 minuti riusciamo a tornare
a casa per le due meno un quarto.
Giorno 2
Sveglia ore 11.00 e primo momento di uscita dalla fase REM. Verso le 11.15, dopo
esserci lavati, scendiamo per la colazione e subito la padrona ci offre la prima
tazza di caffè del giorno. Allunghiamo abbondantemente l’intruglio con biscotti
e latte vario in modo da tentare di fare una colazione semi-italiana. Giovanni
rifiuta il tutto, forse impaurito dalle precedenti esperienze…..Era il pranzo….
Alle 12 circa decidiamo di scendere in paese cosi da acquistare un adattatore
elettrico da presa italiana a presa inglese, però che avesse il foro della terra
al centro. Dopo mille gesticolazioni con il commesso del ferramenta riusciamo a
fargli capire cosa vogliamo e, stranamente, ci dice di averlo e ce lo porge.
Torniamo a casa, dove Doreen ci offre un’altra tazza di caffè a cui noi non ci
possiamo sottrarre e restiamo in sala da pranzo per colloquiare un po’ anche con
il marito.
Alle 13.15 circa il marito convince Giovanni ad andare a fare un giro in
bicicletta, cosa a cui io riesco in qualche modo a sottrarmi per venire a rifare
il letto e altre faccende.
Obbiettivo di oggi: in origine di andare fino a Wrexham per fare un giro, però
dopo essere stati sconsigliati causa chiusura anticipata domenicale dei negozi
il nostro interesse si sposta a cercare un luogo in tutto il paese dove ci si
possa collegare tramite Wi-Fi Wireless, poiché la zona dove siamo noi ne è
sprovvista.
Ore 14 riescono a tornare e ci dicono che sono riusciti a rompere una
bicicletta. Il nostro ospitante è una sotto specie di Mac Giver gallese e la
ripara con un elastico.
Dopo una ricarica di nicotina, la nostra attenzione viene attratta dalla signora
Doreen che urlando scappa a prendere le patate per la cena….alle 14:15….PAZZA!
Decidiamo allora di lasciare il killer alimentare ai suoi affari e usciamo a
farci un giro alla ricerca d’internet. Così facendo abbiamo trovato un locale
dove oltre a fare da caffetteria ci si poteva collegare al wireless.
Dopo un miliardo di tentativi e di connessioni fallite riusciamo a connetterci e
finalmente siamo anche noi in un mondo civile!
Verso le 16 finiamo di trafficare su internet e allora usciamo e andiamo a
comprare una sim card inglese in modo da risparmiare sulle chiamate. Uscendo dal
negozio di telefonia ci imbattiamo nel nostro gruppo e allora ci uniamo a loro
fin verso le 16.30, ora in cui scegliamo di tornare a casa per cena…
Alle 16.45 siamo a casa e li scopriamo che i padroni sono usciti e che dobbiamo
scaldare la cena nel microonde (abominio!)…
Finita la cena andiamo al piano di sopra dove noi alloggiamo e ci facciamo una
doccia, cosa di cui avevamo veramente bisogno, dato che il paese lo abbiamo gia
girato una decina di volte e quindi l’odore non è dei migliori.
Ora abbiamo fatto veramente di tutto….e sono solo le 18:15…la cena questa sera
non era male:arrosto, cavolini di Bruxelles, tre patate arrosto, purè di patate,
carotine lesse e degli strani vol-au-vent molli e pollo lesso…tranne i falsi
vol-au-vent e le carotine era tutto commestibile. Nonostante questa prelibata
cena, decidiamo di andare a mangiare al ristorante cinese. Italiani in Galles
che vanno a mangiare al ristorante cinese. Ritrovo previsto: ore 20 davanti al
take away di Llangollen.
Ore 19.30 entra il figlio con la ragazza e allora decidiamo che è il momento
propizio per uscire di casa e, cosi facendo, passiamo anche di fronte alla casa
di altri due dei nostri e gli aspettiamo.
Dopo essere riusciti a farli uscire in un tempo ragionevole scendiamo in paese
per incontrare gli altri e cosi si decide di andare nell’unico ristorante cinese
di Llangollen a mangiare.
Lì ognuno ordina e, dopo una breve consultazione sulla bontà del cibo finiamo
che anche questi cinesi hanno la cucina influenzata da quella inglese e che
quindi anche loro propinano la stessa sbobba con nomi diversi.
Finito di mangiare è giunto il momento di andare in un bar (il Sun Inn) a bere
qualcosa. In quel bar riusciamo a fare chiusura, ossia eravamo cosi pochi che il
gestore un’ora prima dell’ora di chiusura ci ha spedito tutti a dormire.
Da li decidiamo, siccome era solo mezzanotte e mezzo, di andare a fare un altro
giro del paese e riusciamo a perdere, parlando e vagando, un'altra ora e mezzo,
cosicché si sono fatte le due meno quindici e si decide di andare a dormire.
C’è solo un piccolo problema; domattina sveglia alle otto perché inizia scuola.
Giorno 3
Ore 8 sveglia: entrambi in stato comatoso perché quel cornuto del gatto dei
padroni si è intrufolato dalla finestra all’interno della camera e abbiamo
passato una nottata a scacciarlo, fino a che il fido compagno l’ha spedito fuori
dalla finestra con un lancio lungo.
Scendiamo per fare colazione al volo (sto giro non è stato preparato niente ed
eravamo già in ritardo), cosi siamo usciti e abbiamo aspettato Viola e Anca che
vivono sulla nostra stessa via. Piccolo problema: ci dovevamo vedere alle 8.30
con il resto del gruppo e loro si sono presentate solo alle 8.40…
Scendiamo, salutiamo tutti ed entriamo nell’edificio, dove seguiamo
l’introduzione al corso d’inglese e allo stage e dove passeremo il resto della
settimana.
Scopriamo molto volentieri che qui questo venerdì c’è la festa del parco
nazionale e che quindi la scuola è chiusa.
Il resto della mattinata la passiamo ad ascoltare il nostro prof., veramente una
brava persona, che ci introduce al corso e inizia un po’ di dialogo con noi, fin
verso le 13.00, ora in cui c’è la pausa pranzo. Lì c’è assegnato il compito di
vagare per il paese e cercare le risposte a un questionario datoci.
Nello stesso tempo noi ci siamo divisi in gruppetti e ognuno è andato prima a
mangiare e poi a solvere il questionario.
Ore 14.00 rientro in classe per le ultime due ore di fuoco, che però passiamo
abbastanza allegramente e senza problemi, fino alle fatidiche 16.00, ora in cui
ci congediamo dal prof. e andiamo a fare una sottospecie di merenda.
Dopo di ciò decidiamo di darci appuntamento in paese alle 20.30, ma sorge una
domanda: che facciamo dalle 16.30 alle 20.30 se la cena è alle 17? Mistero della
fede!
Cena alla fine l’abbiamo fatta alle 17.30, misteriosamente sta sera era tutto
commestibile, sono riusciti anche a fare una pasta con formaggio e tonno che non
era da buttare via!
Adesso è giunto il momento della doccia quotidiana, almeno quello d’italiano lo
conserviamo e ben stretto pure. Sta sera si esce come sempre con gli altri alle
20.00, cosi almeno abbiamo qualcosa da fare per la serata invece che stare in
casa a guardare film e programmi in gallese.
L’appuntamento era per Viola e Anca alle 19.45 di fronte a casa loro in modo da
scendere con calma fino a incontrare gli altri in centro, però ovviamente
qualcuno doveva essere in ritardo: Anca per qualche strano motivo era in ritardo
di solo dieci minuti e di conseguenza eravamo in ritardo anche noi.
Trovati gli altri andiamo a bere qualcosa in un bar, il Bull In, dove riusciamo
a perderci del tutto, ossia abbiamo trovato un tavolo da biliardo e allora sono
iniziate le sfide.
Verso le 22.30 si decide che è ora di fare cena e allora andiamo dal Kebabbaro
di fiducia che fa di tutto, probabilmente anche cibo cinese, a rifornirci e a
rompere un po’ a qualcuno.
Giunte le 23 andiamo a fare l’ennesimo giro del paese e, sedendoci su una
panchina, ci viene offerto da due del nostro gruppo che si sono messe a fare
degli scatches intentati sul momento.
Ore 24 si decide che è tardi visto che domani c’è scuola e, anche se inizia alle
9.30 il sonno si sente lo stesso.
Giunti a casa ci degustiamo la sorpresa finale: il gatto della sera precedente è
tornato a farci visita, però sta volta forse ha capito che le rischia e quindi è
abbastanza calmo.
Giorno 4
La mattinata è già migliore, la sveglia oggi è stata messa per le 8.30 e abbiamo
avuto più tempo per prepararci e mangiare, visto che il pranzo continua a
peggiorare.
Usciamo a prendere Viola e Anca, che sta volta superano ogni record di ritardo:
dovevamo essere a scuola alle 9.30 e siamo attivati con quasi dieci minuti di
ritardo. Va beh, il prof. non ha detto assolutamente niente.
La mattinata passa abbastanza alla svelta; non riusciamo a proiettare in
film-documentario su Llangollen perche il disco era rovinato, quindi Callie (il
prof.) ci ha proposto di fare una “sfida” 6 contro 6 a chi, in sette giorni,
produceva il documentario più bello su Llangollen.
Quindi, dopo aver passato la mattina a decidere come fare il documentario,
abbiamo fatto pranzo, dove io ho personalmente trovato un posto dove vendono
pasta e olio italiani, ottimo per la cena che prepareremo Giovanni ed io venerdì
sera.
Il resto del pomeriggio l’abbiamo passato con una signora che faceva le veci di
Callie e quindi abbiamo proseguito sul nostro lavoro, fino a definire ogni parte
dello stesso e, adesso, non ci resta che recuperare la videocamera che Callie ha
promesso di imprestarci giovedì per il video.
Usciti da scuola, verso le 16.00, Luca ed io decidiamo di andare fino al
castello chiamato Dinas Bran, un castello del 13 Secolo d.C., uno dei due mai
costruiti dai Gallesi.
Nel mentre che torno a casa per prendere la fotocamera incontro Anca, che
convinco a venire su al castello, quindi ci riuniamo verso le 16.45 con Luca in
paese e iniziamo la scalata. Il castello non è molto lontano e la salita non è
molto difficile, ma in alcuni punti ci sono delle salite abbastanza impegnative.
Riusciamo a essere su in trenta minuti, fermandoci anche parecchie volte a
parlare e osservare il panorama. Giunti in vetta riusciamo a fare parecchie foto
perche il panorama è veramente stupendo, unica pecca: il vento e il tempo non
stupendo.
Scendiamo con calma e intorno alle 19.00 siamo in paese, dove a tutti noi viene
una fame maledetta e allora ci fermiamo al fish & chips a mangiare qualcosa.
Dopo di ciò torniamo a casa, dove mangiamo qualcosa al volo, ci laviamo e
usciamo per la serata. In paese gli altri decidono di comprare delle bottiglie
di alcolici e di berle in un campetto; Luca ed io preferiamo passare la serata
in pace al Bull Inn, bevendo un paio di birre.
Verso le 23.00 incontriamo gli altri, che vanno al Sun Inn a bere qualcosa. Noi
gli seguiamo e, poiché volevamo starcene per i fatti nostri noi restiamo dentro
il locale mentre il resto del gruppo si accomoda nel dehor.
Allora era già quasi l’una e mezzo e decido di tornare a casa, siccome la serata
era finita ed eravamo tutti stanchi.
Giorno 5
Ore 11 ci svegliamo. Oggi ci va bene perché non ci sono le lezioni a causa della
festa del parco nazionale intorno a noi. Allora scendiamo con calma a fare
colazione e poi decidiamo di andare fino alla scuola dove c’è un laboratorio
d’informatica per collegarci a internet.
Lì dopo un po’ ci raggiungono tutti gli altri e allora decidono di andare a
Wrexham per fare un giro e comprare due vestiti. Io sono stanco e quindi torno a
casa, dove faccio pranzo con quello che trovo, visto che la signora si è
dimenticata di farci pranzo.
Passo il pomeriggio a rimettere a posto le fotografie che ho fatto ieri
pomeriggio al castello.
Cena tutto sommato tardi per loro: 18.50, stranamente tutto è buono e
mangiabile. Il dopo cena invece è un inferno: Jack mi chiede se voglio
accompagnarlo da suo fratello con la bici ed io ho accettato, però lui non mi ha
detto che c’erano due salite che sono immense. Fatto sta che stavo per morire a
fare queste salite.
Finito dal fratello, mi porta a conoscere un suo amico cacciatore, quindi altra
salita impossibile per raggiungerlo e ovviamente altre due tazze di caffè per
riprendersi.
21.00 c’è il ritrovo con gli altri, siamo in pochi sta sera, in quattro hanno
deciso di stare in casa a dormire. Facciamo un giro al Mall Inn, un locale che
si affaccia sul fiume, veramente bello come posto. Dopo andiamo al Bull Inn e ci
stiamo fino all’ora di chiusura, ossia le 01.30. Li restiamo ancora un po’ fuori
a chiacchierare fin verso le due, ora in cui è meglio tornare a casa se si vuole
ancora andare a scuola l’indomani.
Giorno 6
Sveglia ore 8.30 come oramai di abitudine, scendiamo, mangiamo colazione e
usciamo. Ovviamente in 3\4 d’ora riusciamo lo stesso a essere in ritardo e ad
arrivare in ritardo a scuola. La mattinata procede senza intoppi e come ieri nel
pomeriggio andiamo in un’altra classe con un’altra professoressa.
Finita la scuola, ossia intorno alle 16.00 ci sono i colloqui per il lavoro,
ossia andare a vedere il posto di lavoro in cui si dovrà soffrire per un mese.
Lì Luca ed io, che lavoreremo insieme per un mese intero, veniamo a conoscenza
del fatto che dovremo fare di tutto, ossia cucinare, servire, sparecchiare,
pulire lo sporco e, poiché siamo periti elettronici, ci tocca pure fare qualche
lavoretto che concerne circuiti elettrici e simili. Il fatto che però ci ha
sconvolto di più è che io e lui avremo in turni a rotazione, ossia la prima
settimana io lavoro dalle 8.00 alle 16.00 mentre lui dalle 9.00 alle 17.00 e di
settimana in settimana invertiamo i turni.
Mi sa che ci faremo un mazzo che non finisce più!
Verso le 17.30 torniamo a casa per fare la nostra mitica merenda – cena che però
sta volta è quasi mangiabile, anche se ci sono dei pareri discordanti su ciò.
Verso le 20.00 Giovanni esce perché oggi si festeggiano i diciotto anni di
Adriana, quindi lui e altri due sono usciti prima per comprare le torte.
20.30 li raggiungiamo al solito posto e da li andiamo prima al Bull Inn, dove ci
mettiamo ad ascoltare un po’ di musica dal jukebox e poi, intorno alle 22.30
decidiamo di andare a un gazebo dove, dopo aver fatto opportunamente casino, le
facciamo gli auguri di compleanno, con tanto di regalo e di torta.
Poi da li proviamo ad andare dal kebabbaro di fiducia (fish & chips), ma stava
pulendo il retrobottega e allora, dopo averlo stressato per dieci minuti buoni
lui, mosso da spirito caritatevole, ci offre una porzione di patatine fritte.
Torniamo a sederci sulle solite panchine intorno alle 01.00 e lì ci stiamo per
circa 3\4 d’ora, quando ci ricordiamo che domani, essendo giorno di scuola,
dobbiamo svegliarci presto, quindi niente ore piccole. Si vedrà venerdì e sabato
al Sun Inn a che ora si va a finire.
Giorno 7
Dopo un primo ravvicinato incontro con il famelico gatto può iniziare la nostra
fantastica giornata.
Dopo aver raggiunto la scuola io e il mio fido compagno di siga mattutina, ci
facciamo rimproverare di essere in ritardo, ma raggiunta la classe essa risulta
vuota, dopo circa dieci minuti d’incredulità, spunta il professore, che con la
tazza di caffè in mano, inizia a dialogare con noi.
La mattinata fila liscia e spedita.
Il pomeriggio nel segno dell’inglese prosegue con la traduzione di Senza Parole
di Vasco, e con i saluti con lo staff dell’ECTARC, poiché questo è l’ultimo
giorno di lezione, poi inizia il problema vero: il lavoro.
Tornando verso casa, mi fermo al supermarket per acquistare olio, cipolla, aglio
e pomodorini, dimentico la pancetta, che viene acquistata da Giovanni. Il tutto
ci serve perché stiamo stressando da una settimana Doreen per poter fare noi da
mangiare roba da cristiani.
Cosi arrivati a casa Giovanni ed io iniziamo a cucinare. Scopriamo che c’è solo
il figlio per cena perché la Doreen è a portare i cani in giro e il marito è in
pratica ricercato da sta mattina, ossia è scomparso in una località remota da
cui forse tornerà sabato sera.
Cosi si prepara da mangiare. Appena prima di mettersi a tavola entra la nonna
stremata che urla: “five miles, five miles”. Noi all’inizio non avevamo capito,
poi vedendola rantolare per terra come una tarantolata alla ricerca di acqua
abbiamo compreso che aveva fatto cinque miglia a piedi con i cani.
Finita la cena, che è stata un enorme successo con tanto di ola e ovazioni per
dieci minuti, siamo saliti in camera per prepararci per uscire alle nove.
Ore 21.00 si esce da casa per andare a incontrare gli altri. Scopriamo che in
giro per il paese oltre a esserci un casino di gente c’è una festa al Sun Inn,
dove suonano rock, una festa nel cimitero dietro la chiesa centrale e un Rave su
per le montagne.
Dopo mille complessi intorno alle 22.00 decidiamo di andare al Sun Inn per
ascoltare un po’ di musica. Prendiamo da bere e poi gli altri vanno fuori a
fumare, mentre Luca ed io restiamo dentro con Mauro. A un certo punto Mauro
scompare perché voleva prendere da bere e da quel momento non l’abbiamo più
visto. Per gli altri idem, ossia sono usciti per fumare e non si sono più fatti
vedere.
Allora Luca ed io decidiamo che, finita la birra, andiamo a vedere un attimo di
cercarli e, dopo essere passati davanti al fish& chips, aver fatto un giro nei
soliti locali decidiamo che se hanno bisogno chiamano, ossia noi andiamo al Bull
Inn e se hanno tanto bisogno di noi si fanno vivi. Al Bull Inn prendo una birra
mentre lui niente, ci sediamo in modo da perdere un po’ di tempo e
chiacchieriamo.
Intorno alle 24.00, dato che non si sono fatti vivi decidiamo di andarcene via.
Io ho fame e quindi facciamo ancora un salto da fish & chips poi, visto che lui
viene a dormire da me perché Giovanni e tutti gli altri domani vanno a
Manchester, ci dirigiamo spediti fino a casa.
Giorno 8
Il risveglio oggi è abbastanza tardi, ossia intorno alle 11.30. Ci svegliamo
sperando che la nonna sia in giro e non a casa, visto che ieri sera non abbiamo
avuto modo di dirle che Luca veniva a dormire con noi. Scopriamo di aver
ragione, perché Doreen non è presente, allora ci diamo appuntamento per le 12.45
in paese visto che oggi abbiamo deciso di andare a Wrexham.
Io torno in casa e faccio pranzo, poi dopo essermi mezzo preparato esco e vado
sotto la casa di Anca e Viola ad aspettarle: vengono anche loro. Scendiamo in
paese dove troviamo Luca e prendiamo il bus per Wrexham, dove arriviamo dopo
circa 30 minuti di corsa.
Li facciamo un giro nel primo centro commerciale che troviamo, dove ognuno di
noi prende ciò che gli serve. Dopo andiamo a fare pranzo in una sottospecie di
fast food dove si deve litigare per avere da mangiare. Finito il pranzo che
erano quasi le 15.00 facciamo ancora un giro per la città curiosando per i
negozi e alle 16.00 prendiamo nuovamente il bus con destinazione Llangollen.
Tornati al bel paese ci diamo appuntamento alle 21.00 con Luca e Mauro che
troviamo per la cittadina e alle 20.45 con Anca e Viola in modo che abitano
vicino a me e quindi dobbiamo fare la stessa strada.
Tornato a casa faccio cena e poi mi preparo per uscire. Ci troviamo con le due
signorine e scendiamo in paese per la serata. Li incontriamo tutti e decidiamo
di andare al Bull Inn che ormai è coem fosse casa nostra. Nel locale giochiamo
un po’ a biliardo fino a che un inglese ci propone una sfida Italia – Wales a
cui noi accetiamo subito. Per la cronaca la partita viene vinta dal Wales per un
punto di scarto e con una serie infinita di colpi di fortuna.
Dopo, verso le 23.00 circa andiamo a prendere da mangiare al fish & chips e,
finito anche il cibo, andiamo tutti a dormire perché per me, Luca e Mauro domani
sarà una giornata lunga; mattina su a cercare i funghi in montagna e pomeriggio
camminata fino al castello.
Giorno 9
Ore 07.15 ricevo una chiamata da Mauro che mi dice che Luca non è ancora
arrivato,io gli dico di aspettare ancora un po’. Alle 07.48 mi chiama nuovamente
dicendo che non riesce a trovarlo e non è arrivato. Allora decido di rispedirlo
a letto e quindi di abbandonare la mattinata a funghi.
Mi rimetto a dormire e mi risveglio alle 11.15, scendo a fare colazione e torno
al pc. Un’ora dopo circa scendo nuovamente e Doreen mi offre di fare pranzo e
accetto. Si fanno le 13.00 fra pranzo e altre cose, cosi torno in camera ad
ascoltare la musica fin verso le 14.50. a quell’ora scendo e mi preparo per
uscire.
Vado di fronte a casa di Viola e Anca e le aspetto perché vogliono andare su al
castello. Dopo poco esce solo Viola che mi dice che Anca non ha voglia di
uscire. Allora saliamo su al castello e arriviamo in torno alle 16.00. Li
scattiamo qualche foto del panorama e del castello, poi ci accingiamo a tornare
giù.
Scendiamo che sono circa le 17.30 e torniamo a casa. Arrivato faccio la doccia e
poi scendo a mangiare. Intanto mi chiama Giovanni dicendo che arriveranno
intorno alle 19.00. Verso le 20.10 mi chiama nuovamente Giovanni dicendo che
hanno perso il bus da Wrexham e chiedendo come fare, alchè gli suggerisco di
prendere un taxi, perché nessuno li carica a quell’ora.
In qualche modo, non si sa come, sono riusciti a arrivare per le 21.30 in zona
casa. Appena arrivato a casa, Giovanni lo vedo sparire a fare una doccia e poi,
dopo aver fatto cena, mi racconta un po’ di come è stata la gita a Manchester.
Verso le 23.00 decidiamo che è tardi e anche che io domani mi ritrovo ad alzarmi
alle 7.00 per il lavoro, quindi andiamo a dormire e saluti a tutti.
Giorno 10
Sveglia alle 7.00 come da copione e la giornata inizia bene: il gatto, non si sa
come ma è riuscito nuovamente a entrare in camera e quindi appena sveglio già mi
trovo sto stress tra i piedi. In più tranne Giovanni sono tutti svegli e,
ovviamente, mi ritrovo il bagno occupato, quindi perdo minuti preziosi. Fatto
colazione esco al volo per il lavoro. Riesco a essere li davanti alle 7.50,
addirittura in anticipo.
Inizia le giornata: tirare giù le sedie, impacchettare i tranci di torta e fare
qualche lavoretto. Si fanno presto le 9.00, ora in cui si apre; a quell’ora
arriva anche Luca e si inizia a correre. A parte qualche prima incertezza sugli
ordini impartitici riusciamo presto a capire cosa dobbiamo fare e cerchiamo di
fare il nostro meglio. La cosa che ci ha fatto più ribrezzo è stato il loro
“breakfast”: bacon fritto, salciccia fritta, fagioli in sugo, pomodorino intero
bollito e quintale di pane imbottito di burro. Come colazione l’abbiamo trovata
abbastanza un metodo per morire giovani.
Comunque la mattinata è passata senza troppi problemi. Il pomeriggio invece è
stato lungo perché saranno entrate si e no 5 persone, allora ci siamo trovati da
fare. Io e Luca ci siamo abbastanza rimasti male quando abbiamo scoperto chi era
morto nell’incidente elicotteri stico; Colin McRae…
Nel pomeriggio abbiamo pulito, lavato, lucidato e in più abbiamo tentato di
rimettere a posto un lettore dvd – vcr che però, senza tester, è un po’
difficile da sistemare.
Io finisco il mio turno alle 16.00, esco dal lavoro e vado a comperare una
scheda telefonica internazionale, poi vado all’ECTARC a trafficare un attimo su
internet per controllare la posta. Finita l’ispezione postale vado ad aspettare
Luca che finiva il lavoro alle 17.00 e, quando lo incontro, decidiamo di andare
a prendere una birra al pub li vicino ed ad aspettare Gabriele che arrivava con
il bus. Alle 17.50 incontriamo Gabriele, solo che lui ha da fare quindi ci
congeda subito, allora io e Luca torniamo a casa nostra.
A casa, fatta cena con il vecchio che mi prendeva in giro, salgo in camera, mi
faccio una doccia e traffico al pc fino a che non si sono fatte le 20.30, ora in
cui usciamo per incontrare gli altri.
Solita storia prendiamo Viola perché Ance non ha voglia e per le 21.00 siamo con
il resto del gruppo. Con loro si decide di andare allo Star Inn, un locale
vicino a dove abitiamo noi (500 metri) a vedere come è. Scopriamo che è meno
costoso di quelli più centrali e per ciò piace, però ad alcuni non piace
l’atmosfera.
Restiamo la dentro fino alle 22.30, ora in cui io me ne vado a dormire perché
domani mi devo nuovamente svegliare alle 7.00
Giorno 11
Ore 6.45 Giovanni mosso non so da quale motivazione esistente mi sveglia
chiedendomi perché non sono a lavoro, allora gli faccio notare che ore sono e
lui torna a dormire. Io allora mi alzo ma trovo il bagno occupato da Jack che
grida “I’m out in five minutes”, peccato che è uscito alle 7.28,quando ormai
stavo uscendo.
Comunque oggi fa freddissimo e a scendere mi facevano compagnia i pinguini.
Arrivato al lavoro come sempre tiro giù le sedie, preparo i vari macchinari, le
cose da cucinare e poi prendo una tazza di the con il capo e la cuoca, in modo
da far arrivare le nove,ora di apertura ufficiale e ora in cui arriva Luca.
Dalle 9.00 alle 10.30 io e Luca stiamo a guardarci negli occhi perché non c’è
niente da fare, dalle 10.31 fino alle 12.00 abbiamo corso come dei pazzi dietro
alle ordinazioni.
Ma il momento più brutto è stato quando è arrivata l’ora di pranzo. Intorno alle
12.30 vediamo uno sciame di persone entrare come bufali impazziti, in circa 5
minuti il telefono è suonato all’impazzata e sia io che Luca abbiamo corso come
in modo esagerato su e giù per la sala. Verso le 14.00 vuoto assoluto, non più
un’anima nel locale.
Allora, finito di mettere a posto i bicchieri e stoviglie pulite ci sediamo per
fare un finto pranzo e durante tutto il resto del tempo, oltre a ramazzare e
pulire qualche pentola non abbiamo fatto più niente.
Alle 17.00 usciamo dal lavoro e troviamo gli altri, quindi decidiamo di
aspettare Gabriele che arriva dal lavoro alle 17.50; arrivato Gabriele ci
incamminiamo verso casa, tutti interessati a vedere un dvd, ma nessuno con la
più pallida idea di dove andarlo a vedere. Quindi, alla resa dei conti, si
decide di uscire. Io ne sono scarsamente interessato perché stanco.
Arriviamo a casa per le 18.00 e facciamo cena, poi ci facciamo la doccia e ci
mettiamo a trafficare con il pc. A un certo punto Giovanni si addormenta e mi
chiede di svegliarlo per le 20.30 che voleva uscire. Svegliatolo per quell’ora
mi dice di aver cambiato idea e torna a dormire.
Allora io scendo in cucina con il computer a farmi i fatti miei, in modo da
lasciarlo dormire.
Giorno 12
La giornata inizia, come sempre, alle 7.00 di mattina, oggi trovo il bagno
libero, la nonna sotto per la colazione e tutto pronto: bellissimo! Alle 7.50
ero già al lavoro e dopo la solita routine arriva Luca e fino alle 10.30 non
troviamo assolutamente che fare. Però, alle 10.31 ci troviamo sommersi da
lavoro: in meno di 10 minuti abbiamo più di 50 consumazioni da preparare e
quindi lavoro super. Tutto ciò finisce prima delle 11.30. Allora si inizia a
pulire i piatti e così si fanno le 12.30, ora che preoccupa tutti.
A quell’ora oggi, stranamente, ci troviamo senza troppo lavoro, ossia una
ventina di consumazioni, niente di più, però in qualche modo riusciamo a tirare
fino alle 14.00.
Da quel momento in poi, passata la pausa pranzo di Luca e mia, abbiamo inventato
di tutto da fare, abbiamo pulito, lucidato, sistemato, asciugato qualunque cosa
sotto mano, però lo stesso l’ultima ora è stata eterna.
Alle 16.00 finisco il lavoro e sono troppo stanco per restare, quindi vado
diretto fino a casa. Li mi butto sul letto a riposare un’ora, poi Doreen urla
che la cena è pronta. Dopo cena arrivano Giovanni e tutti gli altri componenti
del gruppo che invadono casa per non so quale motivo. Almeno qualcosa l’abbiamo
da fare.
Andati via tutti saliamo in camera dove stiamo fino alle 20.30 che Giovanni
esce. Io sono troppo stanco per uscire e quindi sto a parlare con Doreen e
figlia. Durante la chiacchierata la nonna mi imbottisce di vino. Alle 21.00
arriva Jack e inizia a bere anche lui. Ogni volta che si alzava andava a
prendere due birre: una per me e una per lui. Alla fine conto sul tavolo dodici
morti tra io e lui.
Nel mentre si chiacchiera di un po’ di tutto e, verso le 23.00 la nonna tira
fuori due fagiani, uno per il vecchio uno per me. Alle 24.00 la figlia se ne va
e quindi seguo anche io la scia e riesco ad andare a dormire.
Giorno 13
Ore 7.00 come sempre c’è la sveglia che suona. Scendo a fare colazione e poi
inizia la giornata. Tipica routine del lavoro, niente di particolare, a parte il
fatto che è venuto un altro cuoco perché la ragazza è a riposo oggi; questo
altro cuoco è una persona simpaticissima che a volte spariva per delle mezz’ore
e lasciava la cucina in mano a Luca e me.
Per il resto la giornata lavorativa è stata piuttosto piatta e quella extra –
lavorativa pure. Sono andato, finito il lavoro, a comprare le cartoline per
l’Italia intera, ho speso un capitale in foto e francobolli con la nonna sopra.
Serata invece probabilmente tesa a prendermi in giro, perché Doreen ha cucinato
quello che cucino io al lavoro ogni maledetto giorno.
Dopo cena sempre la madame ha tirato fuori il video di quando una ragazza
italiana, circa due anni fa, ha scuoiato un coniglio qui a casa e da quel
momento, le 19.30 circa, fino ad adesso che sono le 22.48, sta continuando a
vedere video su video, per la disperazione del marito che è tartassato da
domande di Doreen.
Giovanni come sempre è uscito alle 20.30 per andare in giro con gli altri. Si
vede chi lavora sodo e si stanca di fare troppo.
Giorno 14
Sveglia ormai mitica alle 7.00 ma sta volta senza accompagnamento di
Giovanni:”svegliati che è tardi” e con calma mi preparo ed esco. Per le 7.50
come sempre sono al lavoro. Oggi si presuppone molto lavoro quindi si preparano
porzioni extra di cibo.
Alle 8.40 Luca è presente nel locale. Oggi la nostra cuoca è veramente presa
male, ossia ha passato tutta la mattina a stressarci e a impedirci di lavorare,
ossia qualunque cosa che provavamo a fare o ci diceva di non farla oppure ci
toglieva gli arnesi di mano e faceva lei, quindi per la disperazione con il
collega abbiamo deciso di farle sciopero, ovvero si arrangiava per la giornata.
La cosa ha tenuto fino a quando il capo non è venuto a chiederci perché non
lavoravamo e, dopo avergli spiegato e aver assistito a un cazziatone storico,
abbiamo concluso lo sciopero del grembiule.
Alle 13.00 facciamo pranzo, dato il fatto che nel locale in tutta la mattinata
avremo visto si e no 10 persone. Per il resto il pomeriggio è sempre uguale,
cioè niente da fare, allora io e Luca siamo andati al piano di sopra che c’è una
biblioteca enorme e l’abbiamo girata tutta per passare il tempo.
Ore 16.00 finisco il mio lavoro e vado all’ECTARC che mi serviva internet e
conosco un altro gruppo di italiani che era arrivato da un paio di giorni.
Finito di navigare torno a casa, faccio cena e mi lavo. A quel punto arriva
Giovanni dalla passeggiata pomeridiana e mi dice che io la sera devo andare a
dormire da Luca perché Gabriele viene a dormire da noi. Allora prima di dirgli
si lo spedisco da Doreen a chiedere e lei come risposta gli da un semplice NO,
quindi la cosa salta in partenza.
Per le 20.00 Giovanni esce di casa che si vede prima con gli altri per qualche
motivo non ben specificato, mentre io esco per le 20.30. Ritrovo al solito posto
dove mi faccio trovare un quarto d’ora in anticipo. Alle 21.30 i signori non si
sono ancora degnati di farsi vedere, quindi faccio per tornare a casa, quando
gli incontro per strada che un paio stanno più o meno litigando su qualcosa che
preferisco non sapere.
Finito di dire scemenze ci rechiamo al Sun Inn dove oggi un gruppo fa cover di
musica rock bella. Alle 22.00 siamo dentro. Ci restiamo fin verso le 24.15,
quando io e Luca decidiamo di andarcene perché ognuno si faceva i fatti suoi e
noi eravamo più o meno esclusi dai discorsi.
Domani la giornata prevede sveglia alle ore 11.00, pranzo e poi pomeriggio a
Wrexham solo io e Luca, in modo da poterla girare per intero senza appendici di
persone urlanti “andiamo qua, andiamo la”…
Giorno 15
Oggi sveglia tranquilla alle 11.30; sveglia tranquilla più o meno, perché jack è
venuto a prendere il fucile da caccia che ha dentro l’armadietto blindato in
camera nostra, scendo a fare colazione e poi torno su a trafficare con il pc.
Nel mentre Giovanni si sveglia e va a farsi la doccia. Alle 12.30 esco perché
per le 13.00 mi trovo con Luca per andare a Wrexham.
Prendiamo il bus e dopo una mezz’ora di viaggio siamo in città. Li decidiamo di
farci un giro per le strade per vedere come è fatto il posto. Dopo un po’ che
giravamo entriamo in un negozio perché io dovevo prendere una maglia poi, usciti
da li, andiamo dentro un negozio di giochi per cercare qualcosa di conveniente
per far passare il tempo a Llangollen.
Fuori dal negozio facciamo ancora un giro per la città, poi visto che erano le
15.50 torniamo alla stazione dei bus per prendere il nostro che ci riporti a
casa. Arrivati alla nostra cittadina andiamo al fish & chips perché abbiamo
fame, non avendo fatto pranzo.
Ci diamo appuntamento per la serata e torniamo a casa. Li mi faccio la doccia,
cena e poi mi metto a trafficare con il computer per far passare il tempo fino
alle 21.00, ora dell’appuntamento.
Incontratici al solito posto andiamo a bere un qualcosa al Bull Inn e, intorno
alle 22.30, decidiamo di spostarci fino al Prince of Wales, un altro locale
sulla M5 in cui c’era il karaoke. Li incontriamo anche il nostro capo del lavoro
che ci inizia a offrire da bere. Dopo ci spiega che è il suo compleanno e che
sta andando velocemente al Sun Inn a bere qualcosa e poi andava allo Star Inn,
dove ci ha dato appuntamento per un poco più tardi.
Noi finiamo il nostro bicchiere e lo raggiungiamo allo Star Inn, dove continua a
offrire da bere. Intanto si è fatta l’una e decidiamo che è meglio andare a
dormire, così lasciamo il capo in stato semi comatoso sul divanetto insieme ad
altri suoi amici.
Arriviamo per l’una e mezza a casa e ci buttiamo subito nel letto a dormire,
visto che la birra stava dando i suoi effetti.
Giorno 16
Oggi sveglia intorno alle 11.30, scendo di sotto è ho la triste sorpresa: non
c’è nessuno, sono solo in casa. Allora mi faccio la doccia, poi colazione e mi
metto al computer a scrivere.
Intorno alle 13.00 scendo nuovamente a vedere se è arrivato qualcuno, ma sono
sempre solo, allora mi arrangio per il pranzo con quello che trovo in casa.
Alle 14.00 circa Giovanni torna a casa: ieri è andato a Chester con gli altri e
quindi è tornato a casa a farsi una doccia che poi usciva per andare a casa di
Gabriele a vedere Juventus vs. Roma.
Intorno alle 15.00 viene Luca qui a casa a trovarmi e allora usciamo a farci
quattro passi. In giro per Llangollen troviamo prima Silvia e Giulia e poi
Viola. Allora ci facciamo un giro fin verso le 17.30, ora in cui riaccompagno a
casa tutti e poi vado a fare cena.
Giovanni per le 18.30 è a casa, mangia e poi verso le 20.30 esce di casa.
Io alle 21.00 vado a farmi la doccia, poi vado in camera e mi metto a giocare
con il computer.
Giorno 17
Sveglia ore 8.00 per andare al lavoro. Lavaggio rapido, colazione e poi si esce
di casa. Per le 8.45 sono al lavoro, li faccio la seconda colazione e poi
attacco a lavorare.
Oggi niente di speciale, a parte il fatto che la cuoca ci ha stressato tutto il
giorno perché non ci lasciava fare niente ma allo stesso tempo non potevamo
sederci. Cosi ci siamo inventati da fare e, a parte un po’ di movimento per le
13.00 non c’è niente da fare.
Alle 15.00 decidiamo di pulire la cappa sopra i fuochi e cosi abbiamo trovato da
fare fino alle 16.30, ora in cui mi sono messo a pulire le stoviglie.
Alle 17.00 finiamo di lavorare e andiamo a prendere una birra al pub di fronte.
Alle 17.50 arriva Gabriele dal lavoro, ma deve andare in libreria cosi io mi
congedo e torno a casa.
Li doccia, cena e poi sul computer fino alle 20.45, ora in cui Jack ha iniziato
a tirare fuori videocassette di ogni tipo e abbiamo passato la serata di fronte
al video, fin verso le 22.30, ora in cui io e Giovanni abbiamo deciso di andare
a dormire.
Giorno 18
Ore 8.00 inizia l’angoscia del lavoro, allora ci si lava, si fa colazione e poi
si esce di corsa per non fare ritardo.
Alle 8.45 sono al lavoro e inizio bene la giornata: c’è un tipo al posto della
cuoca e che è simpatico e ci lascia fare molto più dell’altra.
Allora verso le 10.00 arriva il primo gruppo di clienti e fino alle 11.00 circa
corriamo dietro di loro. Appena il tempo di risistemare tutto, pulire e
asciugare che si fanno le 12.30, ora in cui arriva un altro gruppo enorme di
gente, cosi anche con loro si corre fin verso le 14.00.
Di nuovo la trafila di sistemare, pulire e asciugare che sono le 15.30. li
arriva l’ultimo gruppo di persone; sono pochi ma riescono a ordinare per un
esercito. Allora riusciamo a trovare da fare fin verso le 17.00.
Per quell’ora si stacca di nuovo dal lavoro e si va a casa, tutti morti di
sonno.
A casa mi butto nel letto e mi rilasso fino alla cena, una cosa abbastanza
immangiabile ma che diventava digeribile annaffiata di salse.
Alle 19.30 circa vado con Jack a casa della figlia a dare una mano al marito a
togliere la vecchia vasca da bagno. Il problema è che la vasca è di quelle
vecchio stampo pressofuso in ghisa pura ed era collocata al primo piano: per
farla scendere sono uscite un centinaio di ernie.
Per le 20.30 finiamo e torniamo a casa. Li salgo ad ascoltare la musica e scendo
dopo circa un’ora a guardare la televisione. In tv danno un programma chiamato
“don’t call me stupid” in cui due persone insegnano uno all’altro il mestiere
che compiono e poi il presentatore li interroga: non c’è da chiedersi perché in
Inghilterra hanno tutto SKY…
22.30 arriva Giovanni che ha mangiato fuori cena. Con lui facciamo la seconda
cena poi saliamo in camera e chiacchieriamo fin verso le 24.00.
Giorno 19
Alle 8.00 come sempre suona la sveglia del lavoro. Dopo essermi lavato sveglio
Giovanni e scendo per fare la colazione. Verso le 8.30 esco di casa per andare
al lavoro e in un quarto de’ora, come sempre, sono li.
La mattina inizia abbastanza lentamente: non c’è troppo lavoro e quindi ogni
lavoro lo prendiamo con calma.
Passiamo la mattinata a lavare i muri e a servire qualche colazione. Il
pomeriggio è ancora peggio: non c’è niente da fare, qualsiasi lavoro possibile
viene eseguito prima delle 14.00, quindi restano tre ore da far passare in
qualche modo; in poche parole le ultime tre ore sono un massacro perché
veramente non si trova niente che può far passare il tempo.
Alle 17.00 finalmente si esce da lavoro; finalmente libero. Domani va bene
perché vado a cacciare con Jack e quindi non devo andare la lavoro, però la
sveglia resta comunque presto: 7.00.
Per le 18.00 sono a casa, faccio cena, la doccia e poi mi metto al pc fino alle
20.15, ora in cui Giovanni esce di casa per andare a farsi un giro con gli
altri.
Quindi dopo che lui è uscito io sto un po’ in sala a ascoltare la tele e
scrivere una lettera fin verso alle 22.30, ossia quando decido che è tardi e che
è meglio andare a dormire.
Giorno 20
Come preannunciato ore 7.00 sveglia, io scendo di corsa pensando di essere in
ritardo, poi sotto vedo Jack che traffica con i cani, quindi mi tranquillizzo,
mi lavo con calma, scendo e faccio colazione con lui, molto lentamente, ossia
che per le 8.00 eravamo ancora li a fare colazione.
Per le 8.20 passa un suo amico a prenderci in macchina e, dopo una mezz’ora
siamo nel posto in cui ci sarà la caccia.
Li Jack mi spiega che io, lui e altre sette persone ci spostiamo per tutto il
giorno a stanare i fagiani, mentre altri tipi, messi in posti scelti, si
appostano con il fucile.
Per le 10.30 iniziamo, andiamo in un posto a 10 minuti a piedi da dove partiamo
e li finiamo in un campo di grano dove c’erano i fagiani. In quel punto iniziamo
a muoverci in modo da alzare i fagiani e cosi, dopo di ciò ci spostiamo in un
altro posto e dopo in un altro ancora.
Alle 11.50 suona la pausa pranzo e quindi torniamo al campo, dove si mangia
quello che abbiamo, poi intorno alle 14.00 si ricomincia.
Saliamo su un jeep che ci porta, dopo una ventina di minuti di viaggio, in un
posto completamente piatto con di fronte un campo di grano immenso. Li dobbiamo
ripetere il lavoro fatto alla mattina.
Fatto ciò andiamo nell’ultimo posto da setacciare. Si sono fatte le 16.30, ora
in cui finisce la caccia. Torniamo al campo e li si fa merenda con un the e una
torta esageratamente pesante.
Intorno alle 17.45 riprendiamo la macchina per tornare a casa.
Arrivati a casa si fa cena, la doccia e poi mi vado a rilassare in camera. Dopo
un po’ arriva, come al solito, anche Giovanni e allora parliamo fin verso le
20.15 che lui esce. Dopo che è uscito io traffico per una mezz’ora con il
computer e poi vado a dormire, visto che la giornata mi ha stancato altamente.
Giorno 21
Ore 8.00 la sveglia. Nottata insonne grazie a Giovanni che ha fatto di nuovo
entrare il gatto in camera. Per le 8.45 sono al lavoro e dopo la colazione vedo
quale è il mio lavoro per la mattinata: il capo ha comprato due sofà, 6 sedie,
due tavoli e altri oggetti e quindi io e Luca passiamo la mattinata a cambiare
parte dell’arredo del locale.
La giornata è abbastanza fiacca di lavoro, non troviamo molto da fare e quindi
ci mettiamo a pulire tutto il possibile, anche se è già stato fatto, per passare
il tempo.
Intorno alle 16.00 Luca finisce il turno e resta ai computer; io sto li a
tenermi compagnia, visto che il cuoco ha detto che non ha bisogno di me. Alle
17.00 finisco anche io il turno e allora usciamo per andare a casa.
Nello stesso momento che usciamo il capo si avvicina a noi e ci “paga” i giorni
fino a ora che abbiamo fatto con lui. Usciamo e ci dirigiamo a casa.
sono a casa per le 17.30, faccio cena e mi rilasso un po’. Dopo poco arriva Jack
che propone di andarlo a aiutare a casa del tipo della figlia a montare il
controsoffitto, io accetto volentieri e vado li fin verso le 19.30.
Per quell’ora torno a casa, mi faccio una doccia e poi esco che sono le 20.45.
gli altri arrivano tutti un po’ tardi per qualche motivo e quindi si mettono a
discutere sul ritardo ecc. io sinceramente non sono interessato e resto fuori
dai problemi.
Passiamo la serata tra il fish & chips e il Sun Inn fin verso mezzanotte, ora in
cui decido di andare a dormire perché stanco morto.
Giorno 22
Alle 9.00 mi sveglio e scopro che Giovanni ha invitato a dormire Denise e
Adriana, quindi mi vesto e scendo per colazione. Verso le 10.00 si sveglia anche
Doreen e scopre chi c’è nella camera, allora chiama Jack che fa scendere
Giovanni e gli fa un cazziatone da dieci e lode perché doveva dirlo prima.
Il resto della mattina lo passo tranquillamente a casa un po’ al computer e un
po’ a guardare la tele. Alle 12.40 esco di casa perché vado con Luca a Wrexham.
Prendiamo il pullman delle 13.00 e in mezz’ora siamo li.
Facciamo un giro per il paese, andiamo in un negozio di giochi, in un megastore
di cd musicali, un altro negozio di elettronica e infine a Pc World. Per le
16.00 prendiamo il bus per tornare a Llangollen.
Arrivati nel paese andiamo da fish & chips perché abbiamo tutti una fame mortale
e poi torniamo a casa, dandoci appuntamento per le 21.00.
Tornato a casa faccio cena, poi doccia e mi metto ad ascoltare i cd comprati a
Wrexham. Per le 20.50 esco di casa per trovarmi con Luca.
Incontratolo decidiamo di andare al Prince of Wales perché c’è il Karaoke e
quindi c’è qualcosa da fare. Li dentro ci mettiamo ad ascoltare gli altri che
cantano fin verso le 24.00, ora in cui decidiamo che è quasi meglio andare a
dormire.
Giorno 23
Mi sveglio alle 12.00, scendo per pranzo ma ho una brutta sorpresa: Doreen è
sparita, c’è solo il figlio che sta guardando la formula 1, quindi sto lì per un
po’, poi per le 13.00 ho l’appuntamento con Luca perché oggi andiamo alla Croce
Abbey Church, quindi esco una decina di minuti prima e, dopo averlo incontrato,
decidiamo di andare dal kebabbaro a mangiare pranzo.
Li, dopo poco, entra un gruppo di ragazze che si mettono a parlare in italiano,
quindi subito noi ne approfittiamo per poter finalmente parlare nella nostra
lingua con qualcun altro.
Per le 13.15 usciamo dal locale e iniziamo la passeggiata fino all’abbazia, sono
circa 2 miglia (3.4 Km) tutti in piano. In una mezz’ora siamo li.
L’abbazia è molto bella per quello che ne resta e riusciamo a visitarla
tranquillamente in un’oretta, facendo foto a tutto. Finito lì decidiamo di
andare al museo del motore che c’è li vicino.
Al museo, oltre a tutti i tipi di macchine, tra cui una Alfa Romeo mai vista,
c’è una sedia a rotelle a motore del 1920 circa che il nostro Jack gli aveva
venduto anni prima.
Per le 16.00 abbiamo finito anche li, allora torniamo al paese, dove decidiamo
di andare a prendere un cappuccino in un posto dove lo fanno bene. Li
incontriamo anche Giulia, che sta vagando sola per Llangollen. Le teniamo
compagnia fin verso le 17.00, ora in cui lei va da Rosanna che le deve parlare.
Allora noi torniamo a casa. Io arrivato a casa chiedo informazioni a Jack sulla
sedia a rotelle e poi faccio cena.
Giorno 24
Oggi si inizia di nuovo a lavorare: sveglia alle ore 7.00 perché è la mia
settimana di svegliarsi presto. Per le 7.30 esco di casa e in un quarto d’ora
sono sul posto.
Solito lavoro di tirare giù le sedie e di preparare la cucina, poi arriva anche
Luca e quindi passiamo la mattinata tranquilli a parlare. Il lavoro oggi è
veramente poco, quindi la mattina la passiamo a pulire la sala grande e l’antreè
della cucina.
Per l’una come sempre si fa pranzo e poi il pomeriggio si pensa che fare.
A un certo punto il capo si gira verso di me e fa:”ti piace la musica?” e io
rispondendo affermativamente lo faccio sorridere, mi fa segno di seguirlo e mi
porta nel suo ufficio, dove ha oltre 500 cd di musica e mi dice:”prendi quello
che vuoi”, cosi passiamo un’ora circa, tra io e Luca, a selezionare la musica
che ci interessa.
Per le 14.30 decidiamo di pulire la cappa nella parte posteriore, un punto che è
un casino da raggiungere. Questo lavoro ci impegna fin oltre le 16.00, ora in
cui ci obbligano a finire, anche se non eravamo neanche a metà.
Alle 17.00 Luca smonta dal lavoro e allora ci accompagnamo a casa. Arrivo,
doccia, cena e poi relax al pc.
Per le 20.30 esce Giovanni che va a dormire da Denise. Io invece per le 23.00
decido di andare a dormire sennò domani trovo lungo a lavorare.
Giorno 25
Sveglia nuovamente alle 7.00 e, come al solito, sono al lavoro per le 7.45.
Solita routine quotidiana, tranne il fatto che c’è Frank, il cuoco, che fa tutto
lui, quindi mi posso svegliare con calma.
Oggi ho portato il pc in modo che posso copiare i cd che non sono riuscito a
portare via. La mattina passa veramente lenta, non c’è niente da fare tranne
guardare i cd e copiarli, perché di clienti proprio neanche l’ombra.
Verso le 13.30 facciamo pranzo e il pomeriggio chiediamo di passarlo al
computer, tanto di lavoro non ne troviamo da fare: cose da aggiustare non ce ne
sono, da pulire manco e quindi non troviamo che fare.
Ci mettiamo al pc a vedere i filmati di Beppe Grillo e i trailers dei film in
uscita. Sono le 16.00 e io esco per andare a comprare un pensierino alla
ragazza.
Trovato qualcosa che mi interessa lo compro e poi torno a tenere compagnia a
Luca fino alle 17.00, quando lui stacca.
Alla lo riaccompagno verso casa e poi vado anche io alla mia dimora.
Giorno 26
Sveglia ore 7.00 come sempre per andare al lavoro. Esco di casa dopo una
mezz’ora e arrivo giù un quarto d’ora dopo, come sempre.
La giornata si prospetta vuota e molto, molto lunga. Dopo aver svolto le solite
commissioni per l’apertura arriva anche Luca. Fino alle 10.00 non si fa
assolutamente niente: il lavoro manca e quindi non si sa che fare.
Verso le 10.30 decidiamo di pulire l’interno della cappa, un lavoro che avevo
iniziato due giorni prima ma mi avevano bloccato ben prima della metà.
Questo passatempo ci occupa più di due ore, dato il fatto che era parecchio
sporca e anche incasinata da pulire.
Per le 13.00 facciamo pranzo e poi inizia l’agonia: cosa fare? Fino alle 15.00
ci inventiamo le cose da fare, poi Luca va a chiedere il permesso per usare i
computer e quindi una mezz’ora sappiamo come farla passare.
Alle 16.00 io finisco il lavoro e vado diretto a casa. Li mi lavo dallo sporco
della cappa e poi scendo per la cena.
Per le 19.00 arriva anche Giovanni che, come al solito, esce per le 20.30.
Io trovo qualcosa da fare a computer fin verso le 23.00, ora in cui spengo e
vado a dormire.
Giorno 27
Oggi niente di particolare da riferire, anche perché la giornata si è svolta
nello stesso modo di ieri, tolto il fatto che oggi c’era poco più gente.
Giorno 28
Oggi la giornata si prospetta pesante, dato il fatto che il lavoro il venerdì
c’è sempre e tanto pure.
Per le 7.45 sono al lavoro, ma non c’è nessuno. Dairon arriva alle 8.05 e mi fa
mettere un carrellino vicino all’uscita d’emergenza del locale.
Alle 8.50 arriva anche Luca. Ci troviamo sommersi di lavoro fin verso le 11.30,
ora in cui carichiamo sopra il carrello dei vecchi pezzi della cucina che il
capo andrà a smaltire.
Rinizia il casino di gente fin verso l’una, ora in cui facciamo pranzo.
Alle 13.15 inizia nuovamente ad arrivare tanta clientela e quindi il nostro
pranzo lo facciamo correndo. Andiamo avanti a lavorare sodo fin verso le 16.00,
ora in cui con Dairon e Luca monto il Nintando WII, l’ultima console della
Nintendo. Allora io e Luca restiamo a giocare, assieme ai figli del capo, fin
verso le 18.00, ora in cui usciamo. Lo accompagno a casa e ci diamo appuntamento
alle 21.00.
A casa mangio, mi faccio una doccia e poi gioco al computer fin quando non si
sono fatte le 20.50. A quell’ora esco per trovarmi con il collega.
Incontratolo decidiamo di andare al Prince of Wales. Li restiamo ad ascoltare la
musica e parlare fin verso le 23.30.
A quell’ora lo riaccompagno a casa perché domani va insieme agli altri a Londra,
gita che non mi interessa per niente, visto che Londra l’ho già vista e non mi è
piaciuta, la gente lì non è il massimo.
Giorno 29
Oggi mi sveglio tranquillamente per le 12.00, dato che il lavoro non c’è per il
fine settimana. Scendo e non trovo nessuno. Allora decido di andare a Wrexham,
dato che dovevo comprare un cd per Luca e quindi colgo l’occasione per farmi un
giro.
Sono lì per le 13.30 e allora compro subito il cd, poi mi organizzo il
pomeriggio. Vado a farmi un giro in qualche megastore e poi trovo un negozio di
articoli militari di seconda mano, che per un giocatore di soft air è oro,
quindi mi perdo la dentro almeno una mezz’ora, comprando qualche pezzo.
Per le 15.00 riprendo il bus per tornare qui. Cappata veloce dal Kebabbaro per
fare pranzo e poi su a casa.
Li mi metto a trafficare e scendo per la cena, che oggi è alle 20.00
(incredibile!).
Passo la serata tranquillo al computer a trafficare.
Ultimi giorni
Gli ultimi giorni li passiamo tranquillamente a fare il nostro lavoro come
sempre, senza particolari esperienze valide da essere commentate. Essendo gli
ultimi giorni tutti quelli conosciuti li ci hanno chiesto almeno mille volte se
avevamo particolare voglia di tornare a casa…
Ritorno a casa
L’ultimo giorno io e Giovanni ci svegliamo tardi, tanto non dobbiamo andare da
nessuna parte. Scendiamo per pranzo e, con molta calma, prepariamo le valige per
il grande rientro.
Alle 11.00 scendiamo all’ECTARC per l’ultima volta per i saluti finali e per la
consegna dell’attestato di frequentazione.
Veniamo informati che verremo prelevati casa per casa dalle 13.30 in poi.
Puntuali come la morte vengono a prelevarci alle 13.35 dalla dimora e, dopo i
saluti finali, lasciamo i nostri capi e andiamo a prendere gli ultimi del
gruppo.
Dopo averli recuperati tutti facciamo un’ora di viaggio fino all’aeroporto “John
Lennon” di Liverpool, dove ci attende una triste notizia: dobbiamo aspettare 2
ore perché il ceck-in apre dopo le 16.30.
Nel mentre i nostri che hanno fatto più acquisti si iniziano a preoccupare sul
peso e, dopo vari spostamenti del materiale di borsa in borsa riusciamo a far
quadrare i conti.
Alle 16.30 facciamo il ceck-in e dopo ciò ci iniziamo a preparare per il
passaggio del metal detector e controllo biglietti.
Al metal detector il mio collega Luca viene fermato perché ha nello zaino un
barattolo di marmellata regalatogli dalla sua capa. Allora, dopo mille
discussioni desiste e decide di offrire al poliziotto la possibilità di prendere
il barattolo e mangiarsi il contenuto.
Ore 18.30 saliamo sull’aereo e partiamo dopo poco con destinazione Italia.
All’arrivo ci attende una folla urlante di genitori, zii e parenti vari che
salutano come se fossimo gli unici scampati a un disastro nucleare.
Saluto tutti e mi avvio alla macchina, visto che mi attendono “solo” 3 ore e
mezzo di viaggio.
Conclusioni
Cosa ne penso dell’esperienza? L’ho trovata parecchio interessante,
soprattutto per il fatto di potersi integrare con altre culture differenti, per
il potersi confrontare con altre persone e l’aver potuto vedere com’è l’ambito
lavorativo e sociale del Galles.
Alcune pecche sono state sul fatto che l’organizzazione non era delle più
eccellenti, soprattutto perché io sono partito per fare un lavoro e ho scoperto
a metà strada che io ne avrei dovuto fare un altro.
Tirando le somme l’esperienza è stata parecchio bella e la consiglio a chiunque
ne fosse interessato; ci sono parecchie possibilità di divertirsi.