Comunicazioni col Polo al tempo dei Pionieri

• Analisi dei testi: Pasquero Pietro – 5a eln
• Ricerche bibliografiche: Cacciatore Angelo – 4a eln
• Ricerca sul Web: Tomasella Andrea – 4a eln
• Grafica e foto: Cassese Mariarosa – 4a eln

• Coordinatore: Periale Ing. Felice


Prologo

In questo piccolo trattato si vuole parlare, senza pretesa di completezza, sulle problematiche delle comunicazioni con il Polo al tempo dei pionieri; in particolare si scriverà di:
• perché era necessario comunicare col Polo
• quali erano i problemi delle comunicazioni
• quali erano gli apparati
• come costruirsi un apparato dell’epoca

1 - Introduzione

Comunicare, con i tempi a cui si andava in contro, era diventato assolutamente indispensabile agli inizi della Seconda Guerra Mondiale (e già se ne accorse Napoleone durante la campagna di Russia). Trasmettere informazioni e scoperte con massima rapidità e fedeltà era importantissimo e la radio fu il mezzo più utilizzato per questo scopo.
I ricercatori e gli esploratori al polo, per poter trasmettere le informazioni raccolte molto distante o per poter ricevere approvvigionamenti, avevano assoluto bisogno di comunicare più velocemente possibile; per questo scopo scelsero la Radiotrasmissione che dava la possibilità di comunicare molto distante e in tempo reale; questo sistema però aveva moltissimi problemi, uno di questi avviene a causa della ionosfera che nel nostro caso è maggiormente sentito trattandosi di comunicazione al polo.
Le onde radio (che sono una parte dello spettro elettromagnetico e precisamente quella con frequenza minore) in assenza di "perturbazioni" si propagano in linea retta, come avviene per la luce. Se fosse sempre così l'unico modo per trasmettere onde radio a lunga distanza sarebbe utilizzare satelliti artificiali o ponti radio, "a vista", cioè fra stazioni in portata ottica fra di loro. In realtà non sempre è così, principalmente per due motivi: la rifrazione e la diffrazione (ci sarebbe anche l'effetto piccolissimo della forza di gravità, ma lo trascuriamo perché veramente molto piccolo; viene citato solo per ricordare la relatività generale di Einstein).
E' esperienza di tutti che la luce non sempre si propaga in linea retta: in certe condizioni curva; come nel caso in cui passi attraverso materiali con indici di rifrazione diversi, per esempio dall'aria alla plastica degli occhiali. Per quanto riguarda la diffrazione abbiamo esperienza più con un altro tipo di onde, cioè quelle sonore: anche se fra noi e chi ci parla c'è un ostacolo (purché non troppo grosso) riusciamo ad ascoltarlo. Così onde elettromagnetiche lunghe riescono ad aggirare ostacoli (come edifici o colline) purché non troppo grossi rispetto alla "lunghezza" dell'onda. Ma anche in questo modo la trasmissione avviene su scala locale, poiché le onde elettromagnetiche non hanno nessun motivo per seguire la curvatura terrestre.
Ma torniamo alla rifrazione, che è la causa della riflessione nella ionosfera. Un fenomeno molto simile alla riflessione attraverso la ionosfera è il miraggio. Il più comune miraggio è quello che si ha quando si viaggia d'estate su una distesa d'asfalto o nel deserto: in lontananza appaiono delle "pozze d'acqua" che scompaiono man mano che ci si avvicina.
Cosa accade? Esattamente quello che accade nella ionosfera: vicino al suolo l'aria è molto più calda ed ha un indice di rifrazione minore, perciò la luce proveniente dall'alto "curva" dapprima rendendosi parallela al suolo e poi risale leggermente verso l'alto.
E' un fenomeno simile alla riflessione totale che si ha nel passaggio della luce da un mezzo più denso ad uno meno denso (per esempio sott'acqua è quasi impossibile guardare fuori: la superficie sembra uno specchio) solo che in questo caso la "transizione" fra i due mezzi (cioè fra i due indici di rifrazione) è graduale e non discontinua.
Guardano la figura "sottosopra" si può interpretarla come il percorso di un'onda elettromagnetica nella ionosfera. Nella transizione tra la stratosfera e la ionosfera c'è un forte cambiamento di indice di rifrazione per le onde elettromagnetiche, dovuto al fatto che il gas ionizzato ha proprietà elettriche ben diverse dai gas non ionizzati. Così il percorso di un'onda radio che va verso l'alto (e che si "perderebbe" nello spazio) viene deflesso e riesce a seguire (per più o meno strada) la curvatura terrestre, ridiscendendo al suolo anche a notevole distanza. Spesso, in questi casi, a distanze intermedie l'onda non arriva e curiosamente la stazione si può "ascoltare" solo molto vicino o molto lontano.
Il fatto che solo certe frequenze (e alcune in maniera più "intensa") vengano ricevute a distanza è dovuto al diverso indice di rifrazione per le differenti frequenze. Infatti ogni frequenza subisce una deflessione diversa: come in un prisma ogni colore segue un percorso diverso e la luce bianca viene
scomposta nei colori dell'iride.
Le variazioni del "vento solare" (particelle ionizzate provenienti dal sole) causano variazioni delle altitudini e densità della ionosfera, provocando a volte dei problemi di trasmissione.
Per quanto riguarda il troposcattering, a volte detto "diffusione troposferica" esso è sostanzialmente lo stesso fenomeno della "riflessione ionosferica”, che si realizza, però negli strati della troposfera. Quindi il termine "diffusione" (come anche "scattering") è improprio. In questo caso la variazione di indice di rifrazione è dovuta al diverso tenore di umidità nei vari strati dell'aria, e quindi le condizioni atmosferiche sono una sorgente di disturbi (o di vantaggi). Ovviamente le frequenze in gioco non è detto che siano le stesse della "riflessione" ionosferica.

2 - Le Radio dell’ Epoca

LE TRASMISSIONI IN ONDE CORTE NEGLI ANNI '30
Verso la fine degli anni '30 le trasmissioni in onde corte erano ormai affermate. Quasi tutti i Paesi usavano la radio ad onde corte per fornire alle colonie ed agli emigranti notizie ed intrattenimento dalla Patria. D'altro canto, le capacità ricettive erano piuttosto limitate. Era difficile trovare veri ricevitori ad onde corte. L'ascoltatore o possessore di radio, normalmente aveva sulla scala del suo ricevitore radio una sola banda in OC, e nessun allargatore di banda o altro sistema di sintonizzazione micrometrica.
La ricerca accurata ed il mantenimento della frequenza erano praticamente impossibili. Solo alcuni fra i migliori apparecchi offrivano allargatori di banda sensibili, selettività, controllo automatico del guadagno, ecc.
Nelle radio portatili di allora, con una sola banda di OC, le stazioni indistinguibili affollavano la piccola scala parlante. In Germania la Braun cominciò nel 1936 ad introdurre sul mercato un apparecchio portatile ad una banda in OC. Successivamente anche altre case produttrici offrirono portatili con caratteristiche analoghe.
Ovviamente quei portatili non ebbero mai grande popolarità poiché l'utilizzatore doveva portarsi a presso un peso complessivo che variava tra i dieci ed i venti kg, batterie incluse. Perfino negli Stati Uniti, nonostante che la radio fosse già molto popolare, la situazione era la medesima. Indubbiamente, la mancanza di un apparecchio radio portatile che ricevesse in onde corte era ritenuta una grave mancanza, soprattutto dai membri delle spedizioni che dagli Stati Uniti partivano per esplorare gli spazi infiniti del Canada o della regione polare artica.
Ma, evidentemente, il mercato non era ancora pronto. Fortunatamente l'interesse personale e commerciale del Comandante Eugene F. McDonald, presidente della Zenith Radio Works, diede un grande impulso alle ricerche che determinarono lo sviluppo e la realizzazione di una radio portatile in grado di ricevere agevolmente anche le onde corte.

EVOLUZIONE DELLA ZENITH
Il Sig. McDonald era un uomo d'af¬fari di grande successo, all'età di 25 anni, guadagnava 16.000 dollari l'anno!
McDonald viaggiava frequentemente sul suo un panfilo raggiungendo anche località molto remote. In una di queste occasioni si lamentò che dal suo capanno di pesca in Canada, non riusciva ad ottenere una ricezione radio accettabile.
Conseguentemente, nel 1939, ordinò al suo laboratorio di sviluppare una radio sulla base di sue specifiche richieste. Vennero così prodotti circa venti prototipi che lui stesso collaudò e respinse uno dopo l'altro.
Finalmente, nel Luglio 1941, due apparecchi incontrarono la sua approvazione. Uno di questi venne affidato al summenzionato esploratore polare McMillan, e l'altro se lo portò in Canada. Successivamente McMillan informava McDonald che questo apparecchio gli aveva consentito un ottimo contatto col mondo, cosa che non era mai riuscito a realizzare in precedenza dall'Artico. Non solo poteva ricevere le stazioni meteorologiche ma anche le ultime notizie direttamente dall'Europa. McDonald autorizzò la produzione del progetto.

LA PRIMA "TRANS-OCEANIC" #7G605
L'antenato del Trans-Oceanic fu questo modello # 7G605. Offriva numerose caratteristiche tecniche: per la ricezione in OC c'era a disposizione una scelta di antenne come un'asta allungabile, quindi un'antenna a telaio sintonizzata per OC, una antenna a nucleo magnetico per Onde corte, ed infine il supplementare "Wave Booster" (incrementatore di onda) per ricezione supersensibile in onde corte.
 

Per la banda Onde Medie si poteva usare l'antenna a telaio montata nell'apparecchio o alternativamente l'antenna a nucleo magnetico. Entrambe le antenne erano staccabili e potevano essere impiegate ad una certa distanza dal ricevitore, oltre la banda OM c'erano cinque bande al¬largate in Onde Corte. Non esistevano le Onde Lunghe.
Il modello # 7G605 utilizzava sei valvole.
Un'altra caratteristica tipica era il "Radioorgano". Quattro piccoli interruttori a slitta consentivano 16 combinazioni diverse di tono. Questo dispositivo ebbe ovviamente molto successo perché continuò ad apparire in tutti i modelli successivi. Rinchiusa in una elegante valigetta, questa radio si vendeva a 75 dollari (che al giorno d'oggi corrispondono a ben più di 700 dollari). Nel1942 erano già state consegnate circa 35.000 radio portatili "Transoceanic Clipper", mentre c'erano ordini per ulteriori 100.000 unità da costruire. Quando, per ordine del governo, lo stabilimento della Zenith venne convertito completamente a produzione bellica.
Soldati, marinai, aviatori portavano il loro Transoceanic fino nei più remoti campi di battaglia della seconda guerra mondiale. Le radio sopravvissero a bufere di sabbia, lanci paracadutati, immersioni in mare, al D-day in Francia, incursioni e bombardamenti aerei, ed i proprietari erano entusiasti di questa solida, potente radio, tanto che divenne una leggenda in tutto il mondo.
VENNERO POI FABBRICATI ANCORA MOLTI ALTRI MODELLI:

Il PRIMO MODELLO POST-BELLICO # 8G005
Non solo vennero migliorate la sensibilità, la selettività e la qualità del tono ma anche il contenitore venne completamente ridisegnato. Ora veniva realizzato un circuito supereterodina che utilizzava uno stadio in AF. Per aumentare la potenza d'uscita e la qualità del tono, venne installato un amplificatore in push-pull, portando così, il numero delle valvole ad otto.

VALVOLE MINIATURA PER LA G500
Nel 1949 vennero prodotte le nuove valvole miniatura. Il nuovo modello G500 montava solo cinque valvole: il circuito push-pull venne abbandonato ed un raddrizzatore al selenio sostituì la valvola raddrizzatrice. Un minor numero di valvole avrebbe aumentato la durata delle batterie. L'aspetto esterno venne praticamente mantenuto.

H 500 : IL PIÙ POPOLARE
Questo modello è indubbiamente il più conosciuto ed il più famoso. Certamente quasi tutti i collezionisti lo avranno incontrato da qualche parte. La banda dei 49 metri venne rimossa mentre vennero aggiunte altre due bande più ampie: da 2 a 4 MHz e da 3 a 5 MHz, rendendo in tal modo disponibili ben sette bande.
La ragione di questo aggiornamento sta principalmente nel fatto che la banda B delle onde medie (3 a 5 MHz) era richiesta dagli americani di stanza ai tropici oltre che dai naviganti che volevano poter ricevere stazioni meteorologiche e di navigazione attorno ai 2 MHz, 3 MHz e 7 MHz.

SERIE 600: L'ULTIMO MODELLO A VALVOLE
L' ultimo apparecchio costruito con l'impiego di valvole termoioniche. La caratteristica più evidente: la scala diritta orizzontale al posto della scala circolare.

MODELLO ROYAL 1000 A TRANSISTOR
Nel frattempo si erano resi disponibili i primi transistor che subito generarono interesse all'impiego in apparecchi portatili. La ROYAL 1000 fu la prima Transoceanic totalmente transistorizzata e fece la sua apparizione sul mercato nel 1957. Al prezzo di US $ 275 (equivalenti a1400 dollari di oggi) era tutt'altro che a buon mercato paragonata alla contemporanea della serie 600 a valvole che costava solo 140 dollari.

MODELLO ROYAL 3000 CON MODULAZIONE DI FREQUENZA
II ROYAL 3000 venne equipaggiato con la banda FM. Nel 1969 entrò sul mercato il modello ROYAL 7000 era caratterizzato da un BFO e di controllo manuale di guadagno per ricezione in CW e SSB.

R 7000 - IL DECLINO DI UNA LEGGENDA
L'ultimo modello venne semplicemente identificato con la sigla R 7000, da non confondere con il ROYAL 7000! Diversamente dal suo predecessore, questo aveva copertura di banda continua da Onde Lunghe fino a VHF.
Il modello R 7000 perse terreno sui suoi concorrenti; il Sony ICF-2001, di pari prezzo, fu il primo ricevitore al mondo che impiegava sintesi digitale di frequenza con un microprocessore ed includeva il display digitale e sintonia digitale. La R 7000 non usava nemmeno un indicatore digitale di frequenza, mentre per i Satelliti serie 1400 / 2400 / 3400 della Grundig un contatore digitale per il display di frequenza era una cosa naturale.
Così, perfino i concorrenti europei erano molto più avanti. Inoltre le dimensioni del Sony ICF 2001 erano la metà ed il suo peso considerevolmente inferiore. C'erano anche disponibili scanner per VHF mentre la CB aveva perso l'interesse del pubblico. Una leggenda era terminata.
 

NOTE
Tratto da “The Zenith Trans-Oceanic" di Bryant/Cones
Articolo di Konrad J. Birkner, Haag /OBB
versione italiana Vittorio Franzoni

3 - Stiamo realizzando una delle Radio usate all'epoca

Una Radio Galena con antenna a telaio

Abbiamo deciso di realizzare una radio galena con antenna a telaio, la scelta di questo tipo di antenna non è per motivi estetici o altro ma è ben calcolata. Le antenne filari hanno notoriamente una capacità di raccogliere il segnale molto superiore a quella delle antenne a telaio a causa della maggiore altezza efficace. Però, in quanto a sviluppo di potenza, non sempre è così dato che hanno una resistenza di dispersione più elevata rispetto al telaio. Questo porta al fatto che un' antenna filare non tanto alta e vicino ad ostacoli ha un' altezza specifica non sufficiente a compensare le perdite, in confronto al telaio che, pur avendo una scarsa altezza effettiva, ha una resistenza bassissima. Il problema è realizzare un circuito che, a conti fatti, deve avere un Q di 1000; non tanto perché sia difficile, ma perché l' avventurarsi in questi complicati calcoli non facilita il lavoro.
Dopo molte prove, servite ad ottimizzare il numero delle spire, ecc., abbiamo ottenuto una corrente quasi doppia rispetto all' antenna filare.
Tutto questo serve per aumentare la tensione ai capi del diodo che come ben sapete lavora meglio all' aumentare della tensione;
sappiamo che:

allora la sovratensione con un campo elettrico di 30mV è:
Vfilare = 420mV Vtelaio = 3V se ne deduce che l' antenna a telaio è di gran lunga migliore.
 

REALIZZAZIONE
Su un leggero scheletro plastico avvolgiamo 10 spire composte da 4 fili ciascuna (fili D=0.07 mm) e al termine inserisco un condensatore variabile di elevata quantità.
Il collegamento al condensatore è piuttosto critico: i conduttori devono essere corti e simmetrici ed il metallo del condensatore deve influire il meno possibile con l' avvolgimento. La sintonia è nettissima ed è indispensabile una demoltiplica ed una prolunga isolata per evitare l' effetto mano.

L' APPLICAZIONE
Il risultato è un concentrato di campo elettromagnetico: basta avvicinare una galena Oudin commerciale, fornita di detector e cuffia, che si sente la stazione sintonizzata dal loop.
Vengono di seguito riportate alcune foto di rivelatore a cristallo di galena auto-costruito; la nostra radio non è ancora completata per la difficoltà di reperire i componenti necessari (nonostante siano stati scelti componenti equivalenti “recenti”, 1960 circa; ad es. il cristallo sarà sostituito da un diodo al germanio).
L’ apparecchio sarà pronto per la settimana della scienza, marzo 2009.

Cristallo di Galena
1925 circa
Esterno di ricevitore auto-costruito.
Si noti il diodo al germanio al posto del cristallo di galena, il filo di terra e d’antenna, manca la cuffia radiotelegrafica
Interno del ricevitore.
Si nota il condensatore ad aria (centro) e la bobina a prese intermedie
auto-costruita (con filo isolato in seta)


4 - Attualmente questi problemi sono stati superati

Trasmissione Satellitare e Digitale

Oggi giorno questi problemi sono superati grazie a nuovi componenti costruiti più accuratamente (in modo da eliminare il più possibile le capacità parassite, ridurre le tolleranze, ecc.), antenne dimensionate in modo migliore e la possibilità, grazie alle nuove tecnologie, di rimpicciolire il nostro circuito riducendo il rumore d’antenna ed evitando così molte interferenze specialmente l’interazione con campi elettromagnetici dovuti alle apparecchiature più disparate (es. altoforni ad induzione).
Lo step successivo è quello satellitare; questi (i satelliti) grazie alla loro possibilità di fare da ponte tra punti schermati tra di loro dalla sfericità della terra, hanno risolto gli ultimi problemi. Ora grazie alla padronanza di frequenze sempre più alte si può “bucare” l' atmosfera e trasmettere a satelliti nello spazio che potranno comunicare con punti sempre più lontani con meno potenza rispetto a dover attraversare migliaia di chilometri di terra o dover rimbalzare tra atmosfera e terra perdendo così moltissima fedeltà.

In oltre grazie al digitale la trasmissione ha fatto ancora passi avanti, in particolare:
• maggiore immunità al rumore
ora grazie alla possibilità di trasmettere solo due tipi di segnale (F1 = frequenza per identificare l’ 1 logico e Fo = frequenza per identificare lo 0 logico) si è pressoché eliminata l’ imprecisione dovuta al Rumore (che come ben sapete il Segnale Analogico dovrebbe essere almeno 100 volte maggiore del disturbo “Rumore” | Rapporto Segnale Rumore = S/N, dove S è il nostro segnale e N, “noise”, è il rumore dovuto all’ elettronica e ai disturbi che il segnale raccoglie durante la sua trasmissione) perché avendo solo queste due frequenze ben distinte si riesce ad avere un segnale, si meno preciso dell’ Analogico, ma molto più limpido e chiaro.
• Intelligenza
Controllo dell’andamento della trasmissione grazie all’impiego dei processori
• Flessibilità, efficienza, sicurezza
La stessa trasmissione può fornire più tipi di servizi (da quelli metereologici e quelli di controllo ambientale, ecc) grazie al controllo software
• Multimedialità del sistema
Tutte i File (immagini, dati o altro) vengono digitalizzati e quindi per un sistema digitale non vi è alcuna differenza tra esse è così possibile integrare servizi.

5 – Bibliografia
[1] F. Falcinelli – Radioastronomia amatoriale – Sandit Libri
[2] F. Falcinelli – Tecniche radio-astronomiche – Sandit Libri
[3] Granatelli et al. – Fondamenti di telecomunicazioni – vol. I – ed. Cupido
[4] O. Bertazioli – Telecomunicazioni B – Zanichelli
[5] C. Bramanti – Una galena con l’ antenna a telaio – Radiokit Elettronica vol. 10 / anno 2008 pp.78-79
[6] F. Bonucci – Previsioni ionosferiche di novembre – Radiokit Elettronica vol. 11 / anno 2008 p.82
[7] AA.VV. – Enciclopedia capire – vol. VI/VII
[8] Sito web ufficiale ZENITH TRANSOCEANIC WORLD

Si ringrazia l’Ing Gianfranco Albis direttore del LaDiSpe del Politecnico di Torino e direttore scientifico della rivista Radiokit Elettronica (IZ1ICI)