Natale Letizia

 

Alcuni mesi fa ho partecipato a uno stage di cinque settimane in Finlandia.

 

Il progetto si chiama Leonardo ed è organizzato dalla IAL Piemonte. Per partecipare al progetto abbiamo compilato un curriculum nel quale abbiamo dovuto indicare con precisione quale lavoro avremmo voluto svolgere e i Paesi europei nei quali desideravamo andare. Dopo di che c’è stato un colloquio con la responsabile del progetto che insieme al curriculum è servito per selezionare i ragazzi che avrebbero partecipato. Ci sono poi state due riunioni, la prima a giugno, durante la quale abbiamo conosciuto i nostri compagni di viaggio e ci è stato spiegato nel dettaglio come si svolge lo stage, abbiamo anche parlato con ragazzi che hanno già partecipato a questo progetto e che ci hanno raccontato la loro esperienza. La seconda riunione si è svolta poco prima della partenza, ci sono state date le ultime informazione e ci è stato consegnato il necessario per il viaggio (biglietti aerei, schede da far compilare ai nostri tutor Finlandesi, schede che avremmo dovuto compilare noi).  

Sono partita da Torino con gli altri ragazzi che partecipavano a questo progetto, abbiamo preso l’aereo a Bergamo e dopo lo scalo a Francoforte siamo arrivati a Tampere dove siamo stati alloggiati la prima notte. Il giorno dopo con il treno abbiamo raggiunto le città dove saremmo stati durante il periodo dello stage. Sono stata in una città nel sud est della Finlandia, Mikkeli, con altri 6 ragazzi. È una città abbastanza piccola, ma mi sono trovata bene, non è affollata, c’è poco traffico e ci sono parchi e viali alberati. Tutto intorno alla città ci sono boschi e laghi, il paesaggio era stupendo. Durante questo periodo sono stata nella scuola di Paukkula, ero alloggiata in un appartamento con altri sei ragazzi italiani e vicino a noi c’erano le stanze degli studenti finlandesi. Solitamente mangiavamo pranzo all’impiego mentre cena la preparavamo noi a casa oppure mangiavamo alla mensa alle 4 del pomeriggio. Nella scuola c’è anche una sala computer, una palestra, la sauna, una sala comune con un biliardo e la televisione e la lavanderia.

Ho lavorato nelle librerie di alcune scuole superiori di Mikkeli. Il primo giorno sono stata nella scuola di Otavankatu e la bibliotecaria con cui lavoravo mi ha spiegato che tipo di scuola fosse, di cosa trattano i libri che ci sono nella biblioteca, che tipo di lavoro svolge lei tutti i giorni e ha iniziato a spiegarmi cosa avrei dovuto fare io nelle prossime settimane. Dovevo mettere i libri o le videocassette, restituite dagli studenti o dai professori, in ordine negli scaffali, timbrare e foderare i libri nuovi che arrivavano alla biblioteca, sostituire i numeri vecchi di quotidiani e riviste sugli scaffali della biblioteca o nella sala insegnati. Sia le riviste che i quotidiani vecchi non vengono buttati via subito, ma li ho messi in ordine di data e li ho portati in un magazzino dove vengono tenuti per almeno due anni e dove professori e studenti possono andare a consultarli.

 

La bibliotecaria mi ha fatto vedere il programma utilizzato per catalogare i libri e le riviste e per registrare quali libri vengono presi in prestito e per quanto tempo. Mi ha anche insegnato come segnare le riviste che arrivano per posta e come segnalare se non vengono inviate. Ogni tanto registravo io i libri restituiti prima di rimetterli sugli scaffali. Non è stato molto facile usare questo tipo di programma, più che altro perché non era in inglese e ho avuto qualche problema a ricordarmi le diverse operazioni in finlandese, ma la bibliotecaria è sempre stata molto paziente e disponibile nello spiegarmi e rispiegarmi le stesse cose e a fermarmi prima che facessi qualche operazione sbagliata. Durante la giornata mi lasciavano anche alcuni momenti liberi in cui potevo leggere qualcosa dai libri in inglese che c’erano nelle biblioteche. Iniziavo a lavorare alle 9.00 e uscivo solitamente alle 15.00 anche se a volte gli orari variavano un po’ a seconda della scuola in cui mi trovavo. Avevo mezz’ora per pranzo, che mangiavo nella mensa della scuola con la bibliotecaria, e poi una pausa caffé al mattino e una al pomeriggio. Per andare al lavoro usavo una bicicletta che ho noleggiato lì, anche se non era proprio in buone condizioni e ho anche dovuto portarla a riparare poco dopo averla noleggiata, non è stato male spostarsi così, anche perché ci sono piste ciclabili di fianco alle strade percorse dalle automobili.

Sono rimasta un po’ stupita nel vedere che vengono fatte pause così ravvicinate e che anche il ritmo del lavoro non è frenetico e veloce come mi aspettavo, anzi è piuttosto tranquillo. Lavorando in scuole diverse a seconda dei giorni della settimana ho potuto osservare diversi tipi di scuola, in ognuna di esse gli studenti hanno sia ore di studio che di lavoro. Le materie studiate non sono molte e tutte legate al tipo di lavoro per cui si stanno preparando.

 

Le scuole hanno molti laboratori, attrezzature e luoghi dove svolgere determinate attività come officine, cucine, campi. Gli studenti hanno circa 22 ore di scuola alla settimana e metà delle ore è dedicata al lavoro, anche loro hanno molte pause tra una lezione e l’altra. Ho assistito ad alcune lezioni di inglese durante alcune di esse l’insegnate mi ha chiesto di parlare un po’ dell’Italia, dopo una breve introduzione mi hanno fatto alcune domande gli studenti, in particolare erano interessati ai nostri usi, al cibo, alla moda, mi hanno chiesto di tradurre alcune parole o frasi in Italiano e mi hanno anche fatto notare, ancora una volta, che a differenza di loro gli Italiani sono molto gestuali.

 

Abbiamo seguito alcune lezioni di cultura finlandese tenuti da Sharon, un’insegnante di Inglese nata in America e che adesso vive in Finlandia. Durante queste lezioni, tenute durante le prime settimane del soggiorno, ci ha parlato un po’ della Finlandia e della sua storia, ma in particolare della sua cultura. Ci ha parlato della sauna, che qui è molto importante, quasi tutti ne hanno una a casa e la fanno almeno una volta o due alla settimana. Consiste nello stare in una stanza di legno con temperature tra i 60  e i 100 gradi e, per chi vuole, tuffarsi dopo in un lago o farsi una doccia gelata.

Ci ha parlato poi di alcuni piatti tipici della cucina finlandese in particolare il salmone, una marmellata fatta con frutti di bosco come mirtilli, ribes, lamponi che qui sono molto abbondanti e molto usati in cucina e una zuppa di funghi che ci ha anche fatto assaggiare. Ci ha parlato anche un po’ della lingua finlandese e ci ha insegnato alcune parole. Ci ha anche parlato un po’ di usi e costumi del popolo finlandese, ci ha detto che sono piuttosto riservati ma anche molto ospitali.

Di questo ce ne siamo potuti rendere conto durante queste settimane, siamo stati accolti benissimo, i nostri tutor e le persone che abbiamo incontrato sono state molto disponibili. Ogni volta che facevamo una richiesta sia per il lavoro, sia nel quotidiano, hanno fatto tutto il possibile per aiutarci. Anche le persone a cui si chiedeva un’informazione per strada sono state gentilissime, addirittura quando siamo saliti sul treno sbagliato un ragazzo che era seduto vicino a noi è riuscito a far fermare il treno alla prima stazione per farci scendere e prendere quello giusto. Abbiamo notato anche la puntualità dei finlandesi, gli orari vengono rispettati, anche se, almeno nel nostro caso, si può smentire la puntualità dei treni, tre tra quelli che abbiamo preso erano in ritardo. Anche sul lavoro gli orari sono rispettati, sia per iniziare, che per le pause pranzo o caffé o per l’uscita. Infatti a gli ultimi giorni di lavoro mi è stato fatto notare che se la giornata finisce alle 15.00 alle 15.00 devo essere fuori dal lavoro, anzi dovrei lasciare almeno un quarto d’ora o 10 minuti prima delle 15.00 quello che sto facendo e prepararmi per uscire. Insomma non è corretto fermarsi anche solo 5 minuti in più sul lavoro… 

 

 Durante i fine settimana non lavoravamo così abbiamo potuto visitare alcune delle città finlandesi. Siamo stati a Helsinki che è a circa 3 ore di treno da Mikkeli. Anche se  è la capitale e la città più importante del Paese non è molto grande o caotica. Abbiamo visto il centro della città, il porto e la cattedrale. Abbiamo visto anche i due lati della città, quello tranquillo e pulito del giorno rispetto a quello delle 3.30 – 4.00 del mattino, ora in cui i locali chiudono e per strada si incontra una marea di gente tutt’altro che sobria.

 

Se non altro nessuno prende la macchina per tornare a casa

ma i taxi, che sono in servizio tutta la notte ed hanno prezzi ragionevoli. Siamo poi stati a Rovaniemi la città della Lapponia vicina al Circolo Polare Artico. Abbiamo viaggiato in treno, il biglietto è abbastanza costoso ma  con la carta per studenti che ci è stata data tramite lo IAL e il partner finlandese avevamo uno sconto del 50% su tutti i viaggi. La città non è molto grande, la via principale con i vari ristoranti e negozi è simile a quella di Helsinki ma il paesaggio poco distante dal centro è stupendo, vi è uno dei laghi più grandi del nord del Paese, non c’era ancora la neve ma gli alberi tutti attorno avevano dei colori bellissimi, dal giallo all’arancione al rosso. Abbiamo visitato l’Akrtikum, un museo sulle regioni polari, la sua flora, la fauna e le popolazioni che vivono in condizioni estreme. Siamo stati anche al villaggio di babbo Natale che è proprio sul Circolo Polare, è molto caratteristico anche se per certi versi un po’ deludente visto che ci sono più negozi che altro e la visita al museo interno è abbastanza costosa. Gli ultimi giorni siamo stati a Tampere, la seconda città più importante dopo Helsinki, da cui abbiamo poi preso l’aereo per fare ritorno in Italia.

 

È diverso anche il tipo di musica che si ascolta e che si sente per radio, siamo riusciti ad andare ad alcuni concerti di gruppi anche abbastanza famosi.

È stata un’esperienza molto interessante, mi sono trovata bene con la gente che ho incontrato, sia sul lavoro sia al di fuori, l’attività che ho svolto mi è piaciuta, anche perché mi ha dato la possibilità di conoscere una realtà, come quella della scuola, molto diversa rispetto alla nostra. La Finlandia poi è un paese che mi è piaciuto moltissimo, sia per i suoi paesaggi, le sue città e lo stile di vita.